Dietro le quinte del matrimonio: intervista alla wedding planner Barbara Vissani

Marzo 29, 2019 fabrizio

Veronica Bello di Sowed ci porta nel mondo del wedding planning, attraverso l’esperienza di Barbara Vissani.

Il matrimonio non è solo quel giorno che serve a suggellare l’amore fra due persone. Può essere anche la scusa migliore per creare un momento di condivisione e convivialità. Una giornata da passare con i propri cari per celebrare l’amore, al di là delle tendenze e della mondanità.

È comunque il sogno di quasi ogni donna quello di celebrare al meglio questa evenienza, senza lo stress che concerne tutta l’organizzazione dell’evento, soprattutto per le meno esperte o per chi ha una vita piena di impegni. È per questo motivo che sempre più coppie decidono di affidare alla figura del wedding planner il compito cruciale di rendere reale il loro sogno.

Veronica Bello, ideatrice della Onlus dedicata al wedding Sowed, ha incontrato la wedding planner Barbara Vissani.

Lei pianifica e realizza matrimoni curandone ogni minimo dettaglio, con eventi unici pensati su misura per gli sposi. Proviene dal mondo dell’interior design ed affina il suo bagaglio formativo presso la nota accademia di Enzo Miccio. Il suo scopo è quello di soddisfare in pieno le aspettative dei clienti, valorizzando ogni singolo aspetto.

Com’è nata in te la passione per il Wedding Planning?

Ho affrontato un percorso molto lungo prima di capire che la mia vera passione fosse il planning ed il design, ovvero la parte stilistica, del mondo wedding. Una passione sbocciata dopo tante collaborazioni. Io provengo dal mondo dell’interior design, con un’esperienza di vent’anni e collaborando con svariate figure professionali del settore, ho capito che il mondo del wedding era qualcosa anche mi faceva stare molto bene. Qualcosa che mi regalava un sorriso in più. Quindi, diciamo che gradualmente mi sono avvicinata a questo mondo. Dapprima con gli allestimenti floreali, con svariate collaborazioni. In particolare una in Francia, presso una nota azienda francese attraverso la quale ho fatto delle bellissime esperienze con alcuni florist francesi. Da quel momento ho capito, con mia grande sorpresa, che il mondo dei fiori era qualcosa che mi apparteneva. Non avevo mai avuto un contatto diretto con questo settore, ma già dai primi approcci ho penso subito che era la mia direzione, che era quello che volevo fare. Da lì, sono nate delle esigenze lavorative che mi hanno portata a prendere un percorso di formazione.

 

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